Il metodo ARTA

Negli anni l’istinto e il grande rispetto e interesse per le persone che si sono rivolte a me, mi hanno portato a muovermi verso di loro e insieme a loro, con gesti che oggi riconosco essere un metodo.

Silvia PaganiHo allora studiato, osservato approfondito e ricercato un modo per  dare una forma trasferibile e ripetibile  ad una proposta che, come me, nasceva priva di struttura.

È nato così il metodo ARTA, con cui oggi affrontiamo i più svariati fastidi e disturbi dell’età evolutiva, ma la sorpresa più grande è stata che io, grande sostenitrice del potere terapeutico delle fiabe, ho strutturato un metodo che, guarda caso, ho ritrovato nella struttura delle fiabe stesse!

Niente quindi di nuovo, ma la riscoperta di un’antica saggezza che alberga in noi e che, una volta rispolverata, ci fornisce strumenti potentissimi di intervento.


Silvia Pagani
                                          

Il metodo ARTA

Avvicinare  un giovane in crisi, che si tratti di un bambino o un adolescente, richiede molta cautela e grande rispetto. Il metodo ARTA propone sette passaggi progressivi che permettono di avvicinarsi, allearsi ed insieme raggiungere l’obiettivo.

Il metodo è pensato per essere facilmente applicato dai genitori, gli educatori ed i terapeuti.

I sette livelli sono paragonabili ai passaggi che ci suggeriscono le fiabe che, con la loro antica saggezza, erano un tempo maestre per i genitori e gli educatori. Le fiabe ci mostrano le migliori strategie per una buona qualità della vita ed il metodo ARTA si snoda per le stesse vie.

1) Reset                                  1)  C’era una volta…

2) Il centro                            2) Il protagonista

3) Il racconto                        3)  La storia

4) L’ascolto                           4) Il trauma

5) Il progetto                         5) La magia

6) Il limite                              6) Le prove

7) Il rinforzo                          7) Il lieto fine

Il metodo prevede un trattamento multidisciplinare che accede attraverso il corpo, la postura, la stimolazione sensoriale, il cibo,  l’ambiente, la relazione, i ritmi.

La lettura del disagio passa inoltre attraverso la valutazione de:

Bolla

  • La costituzione dell’involucro
  • Il superamento delle quattro angosce dell’età evolutiva

L’involucro, la pelle ma non solo quella biologica, ha un ruolo fondamentale nella vita di ogni uomo; protegge dalle intrusioni esterne, contiene il  mondo interiore, comunica con l’esterno. L’involucro è in parte caratteristic innata, in parte  si costruisce nell’arco degli anni, attraverso i gesti di scambio con il mondo. Gli abbracci, l’accoglienza, l’ascolto, il contatto con il mondo naturale…

Tutti i ragazzi incontrati fin’ora con difficoltà relazionali e/o disturbo da dipendenza, hanno manifestato un involucro troppo sottile, incapace di sostenere gli stimoli provenienti dal mondo. ARTA lavora sul rinforzo dell’involucro su tre piani differenti: il confine pelle, il confine ruolo, il confine spazio.

Le quattro angosce dell’età evolutiva

Ognuno di noi deve, nell’arco dei primi diciotto anni, superare quattro periodi particolari in cui si manifestano quattro diversi tipi di angosce: l’angoscia del corpo, della relazione, delle competenze e dell’obiettivo di vita. Il non superamento o il superamento parziale di una o più angosce porta a difficoltà specifiche, sempre rintracciabili in chi sviluppa una forma di dipendenza. Questa lettura del disturbo permette di rintracciare il periodo di vita in cui sono venuti meno quei gesti e quelle situazioni funzionali al sereno superamento dell’angoscia e, di conseguenza, di proporre attivazioni e situazioni che portino alla risoluzione delle stesse.